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mercoledì 10 agosto 2016

COMUNICATO N°13 – AUTORIZZAZIONI SCADUTE – lo dice il ministero –



COMUNICATO N°13 – AUTORIZZAZIONI SCADUTE – lo dice il ministero – PUBBLICITA’ INGANNEVOLE.

Con questo comunicato volevamo rispondere alla pubblicità/articolo di quattro pagine uscito sul Quotidiano di Puglia. Volevamo rispondere al sig. Elia che mente sapendo di mentire e dimostra di non conoscere nulla del progetto e della popolazione salentina. Dedicheremo, invece, questo comunicato allo stato dell’opera, del suo iter e delle sue autorizzazioni, per noi e per il comune, ormai scadute. A voi basti sapere che: di gasdotti come TAP, che hanno avuto problemi di sicurezza, c’è ne sono stati, se qualcuno ha voglia di informarsi saremo ben lieti di aiutarlo; i lavori in Albania e Grecia non sono iniziati, si parte dal microtunnel nel Salento e poi a ritroso fino alla fonte; che in Grecia i contadini si lamentano e non poco. Vi basti sapere che: chi lavora per TAP se la ragiona bene prima di entrare a Melendugno e nessuno li ha mai visti girare per un caffè. Forse incontrano solo chi si è venduto a loro, non certo la popolazione, che forse sembrerà rassegnata ma di certo ha capito che il gasdotto è un danno su vari livelli e lo accetta solo perché imposto, alla faccia della democrazia, sig. Elia siete talmente ben accetti che la presentazione dei lavori l’avete svolta a Bari. Continuiamo nel dirvi che i proprietari terrieri  sono stati costretti a lasciare a TAP le loro campagne, escluso chi precedentemente con la multinazionale ha trovato intese, non scritte? Da premettere che chi si è opposto, portando gli avvocati e periti agrari, non è stato ancora liquidato e vede operai di TAP entrare nel propri fondi. E non finiscono qui le barzellette. Elia ci parla di posti di lavoro con TAP, Russo, il precedente Country Manager, parlava di 2.170 posti (1), ora, secondo il grandioso Elia, siamo a 200 cominciano ad avvicinarsi alla verità? E che dire delle tasse che dovrebbe lasciare al piccolo paese salentino? Bene,  si perdono nella legge di stabilità 2015 (2). Elia continua e, da proponente della bellissima opera, passa a professore bacchettone dicendoci che dai, orsù, il tratto italiano di TAP è solo l’1% dell’intero progetto, dai non fate i bambini, fatecelo fare. Caro Dottore, fosse anche un decimale, ma fatto male, noi non lo faremo passare, le leggi, e tutti gli iter connessi, vanno rispettati, caro dottore, finora siete andati avanti grazie a favori e aggiustamenti nelle stanze di governo. Poi ci dice di stare tranquilli che, grazie a questo progetto pensato male e progettato peggio, potremo fare tante belle iniziative con il nuovo giochino che si sono inventati. StarTAP finanzierà progetti per la pulizia del mare con le cooperative di pescatori?  Perché? Perché sarà quello il loro vero lavoro dopo che arriverà TAP, gli spazzini del mare? Come successo alla flotta di pescherecci di Gela? Perché? Perché così riuscirete a risarcire i danni di 4 anni fa?
Avremmo voluto approfondire tutte quelle pagine pubblicitarie uscite sul Quotidiano di Puglia, ma non lo faremo per due ragioni: chi ci segue ha capito come agisce TAP e chi lo asseconda accettando i suoi soldi; il progetto è inutile ovunque venga concepito, ovunque venga fatto, nessuna iniziativa privata ma questa multinazionale prenderà soldi dall’Europa e dalla Stato Italiano, pagheremo noi tutta l’infrastruttura di Snam.
Avremmo voluto e un poco lo abbiamo fatto ma ora vi lasciamo al nostro comunicato sugli ultimi avvenimenti e sulla nostra conferenza stampa in cui abbiamo spiegato come le Autorizzazioni di TAP siano tutte scadute. Come risposta abbiamo avuto una rassicurazione dall’ufficio stampa della multinazionale che loro sono giornalmente in contatto cordiale con gli uffici dei ministeri per appianare le divergenze e trovare soluzioni. A voi forse rassicurano queste espressioni a noi fanno paura perché, come abbiamo sempre pensato, TAP e ministeri vanno a braccetto, tanto che a volte sembrano le stesse persone.

COMUNICATO dopo la nostra CONFERENZA STAMPA
 “AUTORIZZAZIONI SCADUTE”

Ora parliamo di autorizzazioni, o meglio di autorizzazioni che non ci sono. Il Comitato, nei giorni scorsi, ha tenuto una conferenza stampa far conoscere l’attuale stato del progetto TAP. Ormai da anni diciamo che i permessi sono evidentemente fallati sotto il profilo amministrativo ma anche sotto quello tecnico. E’ il caso di dire che ora tutti i nodi vengono al pettine.
Abbiamo sempre dimostrato la non strategicità dell’opera, la sua inutilità, non mollando mai il tiro sull’aspetto tecnico e amministrativo, studiando il progetto ed il suo iter. Per questo abbiamo da sempre denunciato che le modalità usate da TAP rendevano non fattibile il progetto. Di queste modalità, ora, anche il ministero dell’Ambiente sta chiedendo conto.

La cosa evidente è che i lavori sarebbero dovuti iniziare entro il 16 maggio scorso:  secondo TAP e il Ministero dello Sviluppo Economico questo è accaduto; secondo  il Comitato NO TAP, il Comune di Melendugno, con il suo ufficio tecnico, e il Ministero dell’Ambiente NO.

Il nodo principale sono le prescrizioni “ante operam” (prima dell’opera). Come fanno i lavori a essere iniziati se il ministero dell’Ambiente chiede da 2 anni la produzione di un progetto esecutivo?

La risposta è semplice, i lavori non sono iniziati. Non siamo ancora nella fase di costruzione e quindi si è superato il limite massimo imposto dalla UE per l’avvio dei lavori.

A 2 anni di distanza dalla VIA (valutazione d’impatto ambientale) è chiaro che il percorso non è proprio positivo come invece viene pubblicizzato dall’ufficio stampa di TAP. Entrando nel dettaglio i punti venuti a galla in questi giorni sono: il ministero dell’ambiente ha chiesto l’allungamento del microtunnel, dai 1485m originali bisognerebbe arrivare a 1610m, per poter superare la prateria di Cymodocea. Essendo il microtunnel la parte tecnicamente più delicata, costosa e impattante per l’ambiente, questa richiesta prevede una pesante rimodulazione del progetto esecutivo. A questa richiesta (prescrizione A6b) TAP ha risposto che le difficoltà tecniche porterebbero la realizzazione del microtunnel fuori dalle tecnologie standard.
La CTVIA dal conto suo, con il parere 1942, ha confermato il quadro prescrittivo, imponendo, ma non ancora ottenendo, la riprogettazione;
Il secondo punto è consequenziale, ma con risvolti grotteschi. 


Il ministero fa notare a TAP che non solo il microtunnel è corto ma che anche le prospezioni geologiche a mare non sono presenti tra gli elaborati. TAP infatti, ha si presentato un progetto esecutivo del microtunnel (prescrizione A3), ma, e qui c’è dell’assurdo, con mappe e coordinate fornite dalla stesse multinazionale si evince che le prospezioni depositate sono le stesse del 2012 e riguardano Punta Cassano e non la Spiaggia di San Basilio. Per inteso questo riguarda solo il tratto a mare del famigerato microtunnel, il tratto a terra è decisamente più “limpido”.



Dalla documentazione che riguarda questo tratto si evince che TAP non sa cosa c’è sotto la pineta e la duna, o meglio rileva “anomalie geologiche”. Verosimilmente, il tratto a terra del microtunnel è funestato da cavità carsiche tipiche di questo territorio che mal si conciliano con un opera ingegneristica del genere.


Con questo quadro desolante è corretto parlare di permessi in regola? di tempistiche rispettate?
A nostro parere i lavori non sono cominciati e i permessi sono scaduti, ammesso si voglia rimanere nella legalità e nella ragionevolezza.

-          1 -  http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/477841/-il-gasdotto-tap-portera-in-puglia-oltre-500-mln-.html
-          2 -  http://www.ipsoa.it/documents/fisco/tributi-locali/quotidiano/2015/11/12/legge-di-stabilita-2016-imu-cambiano-le-regole-per-gli-imbullonati

mercoledì 20 luglio 2016

Comunicato N° 12 - MAMMA LI TURCHI - tensioni, promesse e dittature



-          Prima di raccontare la storia dei nuovi turchi un piccolo comunicato.

TAP ha mandato i suoi operai, ditta Renco, lungo il tracciato a picconare nuovamente. Ci chiediamo a che servono nuovi picchettamenti, ancora non sanno di preciso dove passerà il loro tubo? Ancora controllano? Se lo saranno perso? Ma questo avviene perché forse manca un progetto esecutivo? Noi crediamo che sia l’ennesimo tentativo da parte di TAP di alzare la tensione e contemporaneamente far vedere al governo ed Europa che nonostante la loro incapacità di formulare un progetto decente, stanno andando avanti, ma avanti per cosa? Come dichiarato dal comune di Melendugno e dalla Regione Puglia, tutte le autorizzazioni sono scadute. Ma lo sappiamo, siamo in Italia e qui la Giustizia non è Uguale per tutti. Chiediamo, pertanto, a chi si trovasse sulla vicinale San Niceta, di non creare tensioni, lasciateli fare che fino a ottobre i signori non possono nulla e a ottobre ci vedremo. -






“Mamma li turchi" si urla nel Salento quando ci si trova di fronte a una catastrofe o a qualcosa che fa paura. L’espressione risale alla presa di Otranto da parte dell’impero Ottomano. Cosa c'entrano i turchi con la TAP? C'entrano per due aspetti, e non di poco conto, e sono entrambe collegati dalla stessa  parola "democrazia".

TAP, essendo un opera "democratica", è stata, come tutte le grandi opere a cui danno la valenza di "strategica", imposta alla popolazione. Questa grande opera si era presentata come il benefattore, il salvatore e guaritore di ogni male, promettendo mari e monti, cosi è successo che: I pescatori, che due anni fa subirono danni alle attrezzature e per il fermo pesca, non sono stati ancora risarciti e, se ciò dovesse avvenire, TAP lo farà a suo piacimento senza tenere conto delle tabelle UE. Ed ancora; i proprietari terrieri che subiscono gli espropri, dovranno accontentarsi di quanto ha deciso sua magnificenza la multinazionale. E qui la doppia beffa perché i proprietari, oltre a doversi accontentare, pagheranno anche l’IMU sul tubo, e naturalmente pagheranno anche di più se la richiesta di TAP di cambio di destinazione dei suoli sarà effettiva, in fine,  signori e signori, vi lasciano in omaggio il tubo.

TAP si comporta da conquistatore da distruttore da soggetto senza scrupoli, da nuovi Turchi, esempi? Per sminuire le spiagge melendugnesi, in conferenza stampa, mostra slide con foto delle Cesine (5 km a nord di San Foca, zona W.W.F. dove i mezzi per la pulizia delle spiagge non possono accedere per i vincoli imposti) stracolme di rifiuti lasciati dal mare, ecco il loro modo di intendere informazione e onestà.

TAP elemosina i poveri conquistati, prima offriva 5 milioni di euro per le coste, ora gioca al ribasso ridicolizzando un’intera popolazione con appena un milione per progetti sociali, ambientali etc etc… loro, ambiente e sociale … loro.



Secondo aspetto, e qui c’entrano davvero i Turchi.

In questi giorni abbiamo assistito al tentato golpe in Turchia, non ci addentriamo nel discorso politico sugli avvenimenti anche se è naturale che abbiamo una nostra visione dei fatti, ma non possiamo non soffermarci sulla considerazione che il TAP è solo una delle tre parti di cui è composto il gasdotto, le altre sono TANAP (Trans-Anatolian  Pipeline) ed il SCP (South Caucasus Pipeline) sono queste le componenti che formano l’intero progetto che dovrebbe portare gas dall’Azerbaijan (condizionale d’obbligo perché: a) noi faremo di tutto perché non sia realizzato; b) abbiamo seri dubbia che ci sia gas in Azerbaijan).

TAP, quindi, si collegherà al TANAP, la parte di 2000 km, che attraverserà tutta la Turchia. Come sappiamo in questo momento la Turchia non sta attraversando un periodo di tranquillità, e tantomeno ci sentiamo di dire che Erdogan sia un presidente democratico, ma ripetiamo non sta a noi dirlo, noi possiamo però sentirci preoccupati, e maggiormente lo siamo per quello che abbiamo scoperto rovistando nelle carte che sono a disposizione sui siti di Camera e Senato, qui cerchiamo di riassumere in poche righe.

In questo documento, di previsione geopolitica/tecnica, redatto da ISPI, su richiesta delle camere, già a gennaio scorso, si punta il dito sull'instabilità di Ankara e incredibilmente sull'inutilità dell'opera





Quest'analisi economica/geopolitica non è scritta da un comitato che lotta contro l'opera ma da un istituto che si occupa di geopolitica di cui la stessa TAP è socia e in cui la multinazionale del gasdotto, fino a poco fa, vantava un consigliere d'amministrazione, tale Giampaolo Russo.
Questo documento, in alcuni passaggi, è addirittura eclatante. Oltre le considerazioni economiche   dove si ammette candidamente che il mercato è saturo e qualsiasi opera in progettazione inutile. 

Qui lascia il segno la visione speculativa della soluzione. 
           
Si dovrebbe trattare di opere “strategiche”, per la “sicurezza energetica” invece si scrive tranquillamente che tutto serve ad aumentare la capacità di stoccaggio in previsione di un aumento dei ricavi nei momenti di crisi, insomma, ”strategico” per i soliti noti.                                       
un’altra parte del documento, che tratta dei motivi d'instabilità, lascia stupiti. 
A pag.54, in un elenco di criticità sulle "direttive gas/petrolio dall'Azerbaijan sul territorio turco", vengono citati gli attentati che le infrastrutture esistenti e la logistica di quelle in costruzione o progettate, hanno subito da parte del PKK.
Il PKK ha colpito infrastrutture energetiche “strategiche” per l'Europa e per l'Italia e nessun media europeo ne parla? il problema della libertà di stampa, a questo punto, si estende ben oltre l'Azerbaijan e la Turchia, e il governo italiano ne è al corrente visto che quest'analisi e reperibile sui siti di camera e senato.                               
- in oltre abbiamo il forte sospetto che Erdogan abbia un rapporto speciale con l’altro dittatore, ops presidente eletto, azero Ailiev. Ci sono, infatti, forti sospetti che Erdogan abbia trasferito ingenti somme di denaro a Baku e che Ailiev sia pronto ad accoglierlo in qualsiasi momento.

Ma non solo il TANAP anche il SCP è altamente pericoloso in quanto passa dalla zona del Nagorno Karabakh che da molti anni è zona di guerra.

Quindi capiamo che oltre a fare affari con i dittatori ci troviamo sotto la possibilità di attentati sempre per un opera inutile dato i consumi di gas e la netta discesa del suo prezzo.
e per la prima volta non siamo noi visionari a dirlo.



Speriamo che questi nuovi turchi non provochino nuovi Martiri, per ora sono riusciti ad avere dalla loro solo dei Giuda.

martedì 12 luglio 2016

Comunicato n° 11 - E' TUTTA COLPA NOSTRA



Comunicato n° 11 - E' TUTTA COLPA NOSTRA 
Quando si gira per il paese, o sul lungomare di San Foca, è quasi naturale che ci fermino per fare domande sullo stato dei lavori, su che fa il sindaco, che fa la regione o per dirci che hanno ascoltato questo o quel telegiornale, ci aggiornano sui “chiacchiericci” di quei politici o imprenditori locali che hanno strani interessi nel vedere l’opera realizzata, ma di certo non hanno ben chiaro cosa vuol dire etica.
Abbiamo quindi deciso di affrontare questo comunicato come un incontro tra il comitato e un cittadino curioso.

-          Ei mr. C. hai sentito quello che hanno detto su Telenorba? Dicono che siamo stupidi a perderci una tale occasione e che la vostra opposizione sta facendo perdere del tempo prezioso.

-          In verità Telenorba vorrebbe fossimo tutti stupidi o vendibili. Il signore, a cui fai riferimento, non è la prima volte che ci  attacca e che non argomenta, ogni volta sembra che parli qualcuno di TAP. Il signore in questione deve sapere che se il progetto è arenato è perché noi vogliamo la legalità, almeno sulle carte, ma soprattutto perché questo è il terzo progetto che presentano e di tre non ne fanno uno decente. Basta vedere le prescrizioni sull’ultimo progetto presentato e su come si è svolto l’iter. Inizialmente, sempre a causa della presentazione di progetti fatti con i piedi, il ministero, unico caso a nostra conoscenza, permette a TAP di dividere il progetto in fasi e lotti e di risolvere i problemi passo a passo, per la serie se un passo è insuperabile si lascia tutto come è con conseguente sperpero di soldi e danni all’ambiente. Un solo punto fermo; iniziare i lavori dalla valvola di spinta. Quando i tecnici di TAP non sono riusciti, nei termini, ad aprire il cantiere, il ministero, per meglio dire un funzionario del ministero, gli ha detto più o meno così “partite da dove riuscite”.

-          Ma vedo che stanno lavorando e stanno scavando e poi è arrivata quella nave.

-          Lavori? Non ci crederai ma ancora adesso sono in una fase di prospezioni per dare un progetto esecutivo che non c'è. Come ti dicevo prima, il ministero cerca di salvarli, ma questi sono proprio incapaci. Quindi lungo il tracciato stanno effettuando prospezioni per verificare la presenza di ordigni bellici e insediamenti archeologici che porterebbero a una modifica del tracciato qualora fosse trovato qualcosa (prescrizione B3). In mare si sta verificando la presenza di Posidonia, Cymodocea e barriere coralline che anche in questo caso andrebbero a modificare sostanzialmente il progetto. Queste modifiche potrebbe portare alla morte del progetto che deve essere consegnato entro il 2020 e sono con un ritardo mostruoso.

-          Ho letto che la ragione qualcosa la sta facendo, dici che Emiliano si muove?

-          La Regione Puglia ha chiesto l'annullamento in autotutela perché manca dell'"intesa forte" tra stato e regione per le opere strategiche. In un primo momento quest'intesa era stata sospesa con lo "Sblocca Italia", ma una recente sentenza della corte costituzionale rende nuovamente chiara e obbligatoria "l'intesa forte" che per TAP come per Tempa Rossa" è mancata grazie ad emendamenti appositi. Ricordi il casino con la Guidi?

-          E il comune e il suo ufficio tecnico?

-          Come ti dicevo prima, TAP non è riuscita ad aprire il cantiere nei termini previsti e la colpa è solo sua per non aver presentato un progetto decente. Quando hanno provato a fare quella sceneggiata di mettere su un cantiere con una rete di plastica i vigili urbani, i carabinieri, l’ufficio tecnico e anche la finanza hanno costatato che non c’era stata alterazione dei luoghi e quindi non vi era nessun cantiere.  Il comune considera le autorizzazioni scadute il 16 maggio. Se è vero che ancora siamo in una fase prescrittiva e, per l'art.5 dell'Autorizzazione Unica, i lavori dovevano cominciare entro il 16 maggio 2016 il comune considera scaduti anche tutti i permessi a costruire.

-          E come è che molti politici Melendugnesi dicono che state recando un grosso danno alla comunità?

-          Forse ci siamo messi di mezzo a qualcuno che vuole fare affari con i signori di TAP. Sappiamo anche noi di essere accusati di far perdere dei soldi alla cittadinanza, ma vorrei far presente a questi signori che non spetta a loro, o a noi, confrontarci su temi di compensazione con il proponente ma spetta allo stato Italiano attraverso l HAG che per Albania e Grecia esiste, mentre per l’Italia non si sa nulla. TAP può solo elemosinare soldi, nostri, o promettere posti di lavoro.

-          Soldi nostri? Ma se ha detto che vuole aiutare onlus a crescere attraverso finanziamenti di progetti.

-          Vabbè TAP ha questo modo di agire, come infondo tutte le multinazionali che portano enormi ricadute ambientali e sociali, vedi Enel a Brindisi che è diventata una città sotto ricatto. Si infilano nel tessuto sociale, scovano i rami più deboli e sensibili, cercano di mettere la popolazione contro chi si oppone, carte alla mano e non ideologicamente o per NIMBY, alla loro idea di sviluppo che esclude la popolazione. Ma poi di che stiamo parlando? Del progetto TAP START che mostra la valenza negativa per il consorzio? Dimostra che in 6 anni non è riuscito a penetrare socialmente nel territorio, riducendosi all’ultimo, evidente prova dell’inconsistenza della loro valenza sociale.

-          Però i soldi a chi ha le campagne li hanno dati!

-          Tu dici? A noi risulta che non sono stati dati a tutti. Poi, secondo noi, non è che siano stati ben pagati. Sono arrivati, hanno detto questo ti dobbiamo dare, e non hanno detto che vogliono il cambio di destinazione d’uso della loro striscia. Cambio di destinazione che comporterà tasse diverse da pagare, e chi le paga? Il proprietario terriero naturalmente. Ma il proprietario non dovrà solo pagare la nuova tassa. Una volta finito il progetto, nel 2050, il tubo gli rimarrà come ricordo, e se vorranno costruire se lo toglieranno da soli. Complimenti per l’affare direi.

-          Malidetti a iddrhi e alli politici, quindi quisti sta sciocane sulla pelle noscia!!?
-          (Maledetti a loro a ai politici, quindi questi stanno giocando sulla nostra pelle!!?)

-          Tu lo stai dicendo. Comunque per quest’ultimo punto ora ti mando un post di un nostro amico così ti chiarisci un poco. Grazie per avermi ascoltato.


Mi raccomando non prendere le caramelle dagli sconosciuti, " ca potune essere drogate", mi diceva mio nonna, e un mio amico abbastanza scaltro le rispondeva: magariiii!!!😃 dopo quarant'anni stiamo qui a parlare di caramelle drogate offerte dagli sconosciuti. Ma fossero realmente drogate almeno. Sono veri e propri pacchi. Noi con le nostre imposte finanziamo l'Europa (ricordiamoci che l'Italia é un contributore netto) e l'Europa rigira parte di questi fondi ad aziende private per la realizzazione di opere pseudostrategiche. Praticamente paghiamo l'Europa affinché paghi aziende come Tap, che deturpano e depredano il territorio, e poi questa rigira "compensazioni" alla popolazione, in questo caso sotto forma di finanziamenti ad associazioni. Ed ecco qui le caramelle, che più che drogate sono un pacco. É tutto paradossale. Gli aiuti di stato sono vietati, ma l'Europa aiuta i privati ad espropriare beni tutelati finanziando le opere a spese dei proprietari dei beni tutelati. E poi queste aziende parlano di compensazioni distribuendo due cucchiai di ulivo e paventando erogazioni per 200.000 euro ad associazioni, presunte tali. Mi sembra di rivivere quei film anni sessanta sugli indiani d'America, quando arrivava l'uomo bianco e offriva collanine e specchietti in cambio di terra. Ma davvero pensano di poter comprare la dignità umana con due specchietti? ma veramente pensano che siam tutti capaci di prostituirci al potere delle lobby in cambio di un' elemosina? Mi sa che qui qualcuno ha sbagliato proprio. La lotta al Tap non si fermerà con l'udienza prossima al Consiglio di Stato. Sarà lotta globale. Andremo alla Cedu. Analizzeremo bilanci, documenti. Continueremo a denunciare commi di leggi di stabilità inseriti a margine di convegni. Non l'avrete vinta mai! A costo di fare le pulci alle vostre aziende, ai vostri lobbisti, ai politici a voi vicini. Diventeremo più scaltri, più scrupolosi nell'esame degli atti. Fino a farvi rimpiangere anche solo di aver voluto ideare quest'opera indegna. E non vi preoccupate. E prima o poi "ci sarà un giudice anche a Berlino".